PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA - dott. Sandro Sigillò Pavona Albano Laziale (Rm)
 
RACCONTA ANONIMAMENTE LA TUA STORIA 
Molte volte nella pratica clinica ho ascoltato storie di disagi personali che sembravano essere tutte la ripetizione dello stesso copione, quasi a dire genericamente che i problemi psicologici delle persone sono, in fondo, sempre gli stessi! Eppure, chi vive in quel momento il proprio dramma pensa di essere unico al mondo, l'unico ad avere problemi, l'unico diverso dagli altri!  
Mi è sembrato, dunque, una cosa interessante raccogliere insieme, in forma chiaramente anonima e irriconoscibile, le storie di chi volesse aiutare gli altri a sentirsi meno soli!  
Sono convinto che il confronto con le esperienze degli altri possa certamente essere già di per se  terapeutico nella misura in cui aiuta, chi pensa di non farcela, a non sentirsi solo!  
"Cumpagne sott 'a stessa 'nfamità" recita Totò in una sua poesia, compagni sotto lo stesso dolore! 
Quelli poi, che la loro crisi siano riusciti a superarla, chissà che non possano essere da esempio per gli altri, ed in tal modo compiere un'opera buona senza saperlo?  
 
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Ogni storia deve tener conto delle leggi sulla privacy  e pertanto deve garantire la riservatezza dei dati personali e dell'identità di terzi. Per questo motivo, io e solo io, leggerò prima della pubblicazione, sotto il vincolo del segreto professionale, quanto descritto e, nel caso fosse necessario, correggerò, in colaborazione con il mittente, eventuali parti difformi alle disposizioni di legge. Preciso che questo NON è, e non vuole essere, un servizio di consulenza on line, percui, invito tutti a non porre domande di soluzioni ai problemi o richieste di aiuto allo psicologo.   
 
per raccontare in forma anonima la tua storia!  
 
oppure manda direttamente una email  
all'indirizzo: ssigillo@tiscali.it  
 
Le storie personali saranno riportate di seguito in questa pagina.
 
 
 
Re: Dott. Sandro Sigillò
 
Salve, davvero complimenti , questo sito mi piace. Sono una donna di 37 anni e sono in cura da 5 anni per gli attacchi di panico. tutto è iniziato circa 6 anni fa , si è tolto il "tappo" e il panico è esploso. All'epoca i miei 2 figli avevano 2 e 6 anni quindi ho ritenuto indispensabile andare da uno psicoterapeuta per risolvere i miei problemi definitivamente senza farmaci che mi rendessero dipendente. Tante cose ho scoperto di me dalla tendenza ad avere rapporti di identificazione, alla paura di vivere con calma e serenità ( parole a me sconosciute), sembra che io nella vita mi sia nutrita solo di ansia. Ora la consapevolezza di tutte queste cose non mi fa cambiare atteggiamento, i miei attacchi di panico sono ricominciati proprio nel momento in cui potevo mettere in gioco la mia autonomia, paura tanta paura, paura di spostarmi in macchina con e senza qualcuno, di viaggiar. Benchè mi renda conto che ora sono attacchi isterici  sono forti e violenti, li uso proprio contro la mia autonomia tanto da rischiare di stare di nuovo male e immobile. non voglio, c'è da un lato una forte spinta a vivere la mia vita pienamente , e dall'altra chiusura totale!!!!!! 
 
Salve, premettendo che non la conosco personalmente, ho letto su una pagina di internet  che parla di attacchi di panico, [link] ( io sono in terapia psicologica da 5 anni) ciò che lei dice al riguardo e penso che sia proprio così: angoscia da separazione,ricerca continua di aiuto, un bastone su cui appoggiarsi.... mi rispecchio in ciò che lei dice, le ho provate tutte , ho cercato di darmi tutte le spiegazioni possibili sul piano della coscienza ma il risultato è sempre lo stesso:  riconquistarsi la propria nascita e svezzarsi per poter ricominciare a vivere. Sto cercando di non giudicarmi più  facendo prevalere la voglia di conoscermi più profondamente, non è facile perchè la vita ti mette continuamente alla prova.......in sostanza mi piace quello che dice !!!
Nutrirsi di ansia 
Nella sua affermazione: <<sembra che io nella vita mi sia nutrita solo di ansia>>, c'è la chiave della porta che le permetterà di uscire dalla gabbia della paura ed entrare nel mondo dell'autonomia! 
Il nutrimento è ingerire, "portare dentro" qualcosa di fondamentale per sopravvivere (cioè cibo) che in questo caso risulterebbe essere avariato (il cibo è ansia-veleno). [Melanie Klein parlava di latte buono e latte cattivo]. 
L'atto di nutrimento presuppone la presenza di un "fornitore" (anche simbolicamente l'ambiente) dal quale SI RICEVE il cibo! Se il cibo è avariato, il fornitore è scadente! >> segue...
 
Re: Dott. Sandro Sigillò
 
 
Nutrirsi di ansia 
Nella sua affermazione: <<sembra che io nella vita mi sia nutrita solo di ansia>>, c'è la chiave della porta che le permetterà di uscire dalla gabbia della paura ed entrare nel mondo dell'autonomia! 
Il nutrimento è ingerire, "portare dentro" qualcosa di fondamentale per sopravvivere (cioè cibo) che in questo caso risulterebbe essere avariato (il cibo è ansia-veleno). [Melanie Klein parlava di latte buono e latte cattivo]. 
L'atto di nutrimento presuppone la presenza di un "fornitore" (anche simbolicamente l'ambiente) dal quale SI RICEVE il cibo! Se il cibo è avariato, il fornitore è scadente! 
Ecco il primo elemento fondamentale: se lei si è nutrita di ansia, QUALCUNO l'ha nutrita di ansia!  
La prima e fondamentale persona che ci nutre ed accudisce già dalla nascita è... la mamma! Se parlassimo, come sarebbe giusto, anche di nutrimento affettivo, ecco svelato l'arcano! Bowlby ha dimostrato quanto la relazione affettiva sia fondamentale per un bambino (come per un cucciolo) al pari degli altri bisogni fisiologici e di accudimento.  
Il fornitore, cioè la mamma ( e potremmo aggiungere anche gli altri: papà, nonni, parenti, ecc.) è stato e continua ad essere di qualità scadente! [legga Alice Miller].  
Guardiamo la questine da un'angolatura diversa: quella che di più piace a chi soffre di ansia, quella cioè del sintomo! L'ansia è una risposta psico-fisica "normale" dell'organismo ad una situazione ambientale percepita come pericolosa! Per fare un esempio: l'ansia è l'allarme che suona quando ci sono i ladri! Che follia sarebbe pensare di dare una martellata all'allarme senza verificare se ci sia qualcuno in giardino! Dunque, il corpo va in ansia perchè percepisce (ma non riconosce coscientemente) che fuori c'è pericolo! [Per mettere sotto controllo il sintomo sono sufficiente 8 sedute con la tecnica cognitivo-comportamentale, ma ciò non è sufficiente a risolvere il problema]! 
Ed eccoci al secondo elemento fondamentale: tutti (compresi gli psicologi) faticano a riconoscere che i propri genitori sono i primi e i più imponenti "persecutori"!  
Konrad Lorenz ha spiegato come esista in tutti i mammiferi un legame biologico-istintivo (imprinting) che porta il cucciolo, fin dalla nascita, a legarsi in maniera indissolubile al proprio genitore (soggetto di tutela). Dunque, in Natura, ogni cucciolo che si allontana troppo dal soggetto di tutela rischia la morte per predazione (ansia) o per abbandono (panico)! 
Ora, ecco il terzo elemento fondamentale: i genitori del cucciolo d'uomo sono patologici nell'assolvere i loro cinque compiti biologici (nutrire, lavare, spostare, proteggere ed  educare all'autonomia). Essi, infatti, non di rado si comportano verso i loro figli: 1) come i "predatori", urlando, picchiando, minacciando, punendo, attaccando; 2) o come "soggetti di tutela  inadeguati" abbandonando, agitando, rifiutando, umiliando, inibendo! 
Rileggendo le sue email alla luce di quanto detto, cara lettrice, spero ora  possa risultarle più facile comprendere che la sua difficoltà a raggiungere l'autonomia sia spiegata dalla paura dell'abbandono e dall'idea che il mondo fuori sia pericoloso! Ciò perchè i suoi genitori anzichè proteggerla l'hanno attaccata ed anzichè aiutarla ad esplorare l'hanno inibita! Ecco perchè la sintomatologia riaffiora all'avvicinarsi dell'autonomia! E' come se per un verso ancora in lei prendesse il sopravvento la "bambina" insicura piuttosto che la "donna" coraggiosa! Appena riuscirà a riconoscere nei suoi genitori i loro errori ed in lei una persona adulta al loro pari, si sveglierà in se stessa la biologica forza della "femmina" che scalcia per la propria libertà e che è pronta a tutto per difendere i suoi cuccioli! Buon viaggio verso il mondo senza paura! 
Mi permetta un ultimo suggerimento! Stampi questa lettera e rifletta insieme al suo psicoterapeuta sui temi sviluppati! Quando si affrontano queste questioni fondamentali la sintomatologia sparisce e la vita cambia in meglio!
 
 
Ciao Sandro vorrei se possibile iniziare la tua rubrica raccontando le mie sensazioni qualche giorno fa mentre ero al lavoro. 
Ho scritto molto velocemente alcune sensazioni che provavo in quel momento. 
Le ho volute fissare su un pezzo di carta. 
 
Mangio. Un panino. Sono solo nella stanzetta dove si trova la macchina del caffè della società in cui lavoro. 
Mi capita molto spesso di mangiare solo. I miei colleghi sono tutti rinchiusi nelle loro stanze a mangiare in compagnia fissando i monitor del computer. Divorano parlano fissano lo schermo. 
Tutto contemporaneamente. Ma non sono soli. Fisicamente. 
Invece io si. Sono solo e mi sento solo. Mangio ascolto il vociare veloce e penso. Penso che sono solo e che vorrei essere con loro come loro. 
Ma poi mi rendo conto passando davanti le loro stanze che alcuni sono dei pesci chiusi in un acquario. Alcune stanze non hanno finestre, dotate quindi di luce artificiale e per tutta la giornata non escono dalle loro stanze. 
Ma sono in compagnia. Di sagome parlanti ma non pensanti. 
Provo un senso di paura nei loro confronti e della loro finta allegria. 
Esco fuori nel piazzale e non c’è nessuno.  
Meglio così. Godrò nel silenzio i pochi raggi del sole che cercano di passare attraverso le nuvole. 
Sono le due……ora devo iniziare a lavorare.
Re: Dott. Sandro Sigillò
Solitudine
Caro amico, essere soli ed isolati dagli altri, può anche voler dire essere "egregi" (da ex-gregis = fuori dal gregge), essere diversi perchè ci si sa distinguere per le proprie qualità personali! E' vero, lo sappiamo, frequentemente ai "diversi" spetta la croce! Ma non bisogna mai dimenticare, che sono proprio essi "coloro che cambiano il mondo"! Spesso senza saperlo! A volte, dopo essere morti! Ricordiamo i versi di Foscolo: "A egregie cose il forte animo accendono/ l'urne de' forti"! Il ricordo di coloro che sono stati "forti" spinge l'animo delle persone "forti" a fare cose egregie! Dunque...forza e coraggio!
 
 
 
 
Volevo iniziare facendo i miei complimenti per il sito, è veramente ben fatto e molto interessante.sono una ragazza molto chiusa e non amo parlare di me tranne con le (poche) e dovute eccezioni.il problema che ho sicuramente è simile a quello di tante altre persone,ne sono consapevole ma allo stesso tempo spesso mi sento sola. sono felicemente fidanzata con un ragazzo che amo e stimo molto,ma non riesco ad essere MAI serena con gli altri e con me stessa. riassumerò brevemente i fatti:i problemi sono iniziati qualche anno fa,quando a mia sorella è accaduta una cosa molto brutta(della quale non mi sento di parlare),da quel momento mio padre ha iniziato a bere sempre di più,fino a diventare un vero e proprio alcolista.sono stati anni orrendi,fatti di notti passati a girare per strada x cercarlo,di corse all'ospedale quando toccava troppo il fondo,di pianti,grida,vergogna,umiliazioni. ora lui sta meglio,è circa 1 anno e mezzo che non beve più,il problema però è che per fare star meglio lui mi sono distrutta io. ho avuto per troppo tempo la responsabilità di un padre alcolista,di una madre spaventata che ha deciso per quel periodo di fare il ruolo di figlia e di non tutelare noi,e di una sorella più piccola che assolutamente non volevo mai far sentire sola,era da proteggere da quello schifo,così mi sono fatta forza ed ho preso in mano la situazione. ora che le cose vanno meglio,ma io mi trovo con un rancore fortissimo,rabbia che viene fuori appena mio padre o mia madre parlano,non sopporto più nulla,sono sempre stanca e nervosa e vorrei mandare a quel paese tutti e scappare con il mio ragazzo,ma il senso di protezione che ho nei loro confronti è troppo presente e così non riesco ad avere la tranquillità di una ragazza di 24 anni,ma anzi appena serve qualcosa sono la prima a correre e ad esserci. vorrei trovare un modo per togliermi la rabbia,per smaltirla,non so come. oltre questo,io sono una persona che somatizza molto,e così ogni volta che mi agito(tutti i giorni)mi prendono dei stranissimi fastidi ad ogni parte del corpo e me li porto avanti per tanto tempo,ora ne sono davvero stanca. spero di leggere qualche storia di persone che hanno vissuto un'esperienza simile e sono riuscite a riprendere il controllo della propria vita,mi sarebbe di aiuto. 
Ancora complimenti.
Re: Dott. Sandro Sigillò
Figli costretti a fare i genitori
Su circa 5000 specie di mammiferi, nessuna, eccetto quella dell'uomo, è così "denaturata" al punto che il  figlio debba fare da soggetto di tutela al proprio genitore! Lo ha spiegato Alice Miller quanto sia drammatico per un bambino dover rinunciare ad essere sè stesso pur di riuscire a mantenere il legame con i propri genitori! Ed è così, purtroppo, quelli che avrebbero dovuto darci gli strumenti per cavarcela bene nella vita, sono stati coloro che ci hanno tolto anche il minimo indispensabile! Riconoscere la loro responsabilità e smettere di "giustificarli" è il primo passo verso la propria autonimia!
 
 
 
 
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© Sandro Sigillò -  Data di pubblicazione: 28/10/2008
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